L'articolazione dell'anca, unisce il femore al bacino, è una tipica enartrosi ovvero una articolazione nella quale le superfici articolari sono costituite da una forma sferica o semisferica e da una concavità a sua volta sferica.

Analogamente a quanto accade nell'omologa articolazione della spalla, le superfici articolari non sono perfettamente corrispondenti. Il cercine glenoideo, il labbro dell'acetabolo, provvede ad ampliare la superficie della cavità e a renderla atta a contenere la testa del femore.

I movimenti dell’articolazione dell’anca sono i seguenti:

  • Flessione, in stazione eretta o in decubito supino presenta un’ampiezza articolare di 80-90° a ginocchio esteso e di circa 130° a ginocchio flesso se eseguita in modo attivo; 145° se ottenuta passivamente;
  • Estensione, è piuttosto limitata. Normalmente non supera i 10-15° anche se può arrivare a 20°;
  • Abduzione, medialmente è circa 45° ma si ritiene nella norma un’articolazione articolare da 40  a 60;
  • Adduzione, ovvero il ritorno da qualsiasi posizione di abduzione alla linea di simmetria si parla del corpo. L’adduzione assoluta è invece pari 30° e viene normalmente effettuata con movimenti di flessione o di estensione;
  • Rotazione esterna presenta valori di circa 30°;
  • Rotazione interna presenta valori di circa 25°.

 

Le patologie all’anca sono molto comuni e vengono riscontrate ad ogni età, possono interferire con varie attività, dalla partecipazione a competizioni sportive o ai più semplici gesti di vita quotidiana come l’alzarsi dalla sedia e camminare. Queste problematiche possono influire negativamente sulla qualità della vita.

La patologia che si riscontra maggiormente l’osteoartrite, che porta conseguentemente ad assottigliamento delle cartilagini provocando dolore e gonfiore generalizzato. 

Le patologie più comuni comprendono l’impingment (o conflitto femoro-acetabolare), l’artrite reumatoide, spondiloartrite anchilosante, reumatismo psoriasico.

Essendo l’anca un’articolazione stabile e portante, è necessario garantire la sua corretta funzionalità e integrità nel tempo.

L’assenza di sintomi non esclude eventuali problematiche articolari, soprattutto a carattere erosivo o degenerativo che potrebbero insorgere nel tempo.

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